Feste nazionali e tradizioni della nostra terra nativa

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Ucraina

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Io sono Pervinca, un fiore di cielo e di bellezza. Vorrei parlarvi delle feste nazionali e delle tradizioni della mia terra nativa. Benvenuti in questo entusiasmante viaggio con me.
Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, gli Ucraini festeggiano il Capodanno. L’elemento chiave delle celebrazioni di Capodanno è il lussureggiante abete verde, addobbato con decorazioni in vetro, ghirlande, piccole stalattiti colorate e una stella scintillante in cima. Un ospite immancabile in questa occasione è Nonno Gelo, che insieme alla Fanciulla delle Nevi, sua nipote, distribuisce regali e fa gli auguri ai bambini.

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Una delle ricorrenze più importanti è la Natività di Gesù, meglio nota come Natale, che in Ucraina si festeggia il 7 gennaio. Alla vigilia di Natale, quando la prima stella sale alta in cielo, l’intera famiglia si riunisce attorno alla tavola imbandita per gustare i 12 piatti quaresimali, tra cui non possono mancare la koliva e la frutta cotta, il pasticcio di fagioli e cavoli, i varenyki ripieni di patate, il boršč, i funghi, il pesce e il dolce di grano saraceno. Nell’angolo più in vista della casa si espone il didukh, un tradizionale fascio di spighe.

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Il 14 gennaio si festeggia il Capodanno vecchio, o festa di San Basilio. Alla mattina i bambini “seminano” per tutta la casa, gettando sulla soglia d’ingresso e sul pavimento chicchi di grano o segale che estraggono da un guanto o da un sacchettino; per augurare un buon raccolto, salute e buona sorte, pronunciano la formula: per la felicità, per la salute e per il Nuovo Anno. I bambini che gettano i semi, sempre ben accetti, vengono ricompensati con doni generosi.

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Il 15 febbraio gli Ucraini festeggiano la Candelora. Secondo una credenza popolare, è il giorno in cui l’inverno incontra la primavera: la primavera è rappresentata come una ragazza bellissima, con una ghirlanda di fiori variopinti in testa e un fascio di spighe di grano tra le mani, mentre l’inverno è un vecchio coperto di stracci. Per l’occasione, i credenti vanno in chiesa a far benedire la propria acqua, che secondo una credenza popolare diventa magica, e anche le candele, che con i loro influssi benefici proteggono dai temporali.

RITORNANO GLI UCCELLI

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[in rima nell’originale]
La primavera percorre il Paese in lungo e in largo, portando gioia ovunque.
La primavera riscalda tutti i cuori.
E gli uccelli primaverili
Cinguettano allegre melodie.
Celebrando il sole, la gioia e la primavera,
Intonano i loro canti squillanti.

LA PASQUA

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[in rima]
E nella mia manina stringo un uovo di Pasqua dipinto
Che sorride raggiante come il sole
E fa sbocciare i canti pasquali
Portando a tutti felicità e salute.

LA FESTA DELLA MAMMA

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[in rima]
Carissima mamma, unica al mondo,
Auguri sinceri da tua figlia e da tuo figlio.
Accetta i nostri fiori profumati
In questa mattina di maggio, in questo giorno di grande festa.

LA FESTA VERDE

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[in rima]
Oh, per ogni ricorrenza intreccerò una ghirlanda,
Per ogni ricorrenza, per ogni ricorrenza.
La Domenica Verde è arrivata,
Portando felicità e salute per gli anni a venire.
Alla mia mucca donerò la ghirlanda che ho intrecciato nel boschetto.
In questo giorno di festa offriremo il latte ai pastori
Come ricompensa per le ghirlande donate alle capre.

FESTA DI IVAN KUPALA

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[in rima]
Nel giorno di Ivan Kupala
I prati hanno poteri magici,
Venti carezzevoli nei fitti boschi rigogliosi
Vagano senza sosta.
Tutti accendono i falò,
Si interrogano sul proprio destino
E adagiano ghirlande adornate di candele
Sulla superficie del fiume.

FESTA DEL SALVATORE

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[in rima]
Pensando ai nipotini, il nonno Taras
Ha preparato delle succose mele cotte:
Per Tetianka, per Marijka
E per il piccolo Andrijko.
Per ciascuno di loro ha versato il miele in un ciotola
Immergendovi un grosso cucchiaio.
E nelle tazze c’è il kvass, la bevanda preparata con il pane fermentato.
Ecco che nelle nostre case arriva la festa del Salvatore!

GIORNO DELL’INDIPENDENZA UCRAINA

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[in rima]
Allora, bambini, come si chiama quel Paese
Dal cielo azzurro cristallino,
Dove risplendono spighe di segale dorate
Nei campi di grano estivi?
Ditelo forte e orgogliosi, bambini,
Scandite il nome
Di quel Paese glorioso,
Di quel Paese indipendente e unito:
È la madre di tutti noi, è l’Ucraina!

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Il Giorno della Conoscenza è probabilmente l’unica ricorrenza collettiva dal significato così strettamente personale. Ovviamente i protagonisti del primo giorno d’autunno sono gli studenti: da quelli di prima elementare, con i loro grandi fiocchi e gli enormi mazzi di fiori che sembrano il doppio di loro, a quelli delle superiori, ormai adulti, che tra meno di un anno cominceranno l’università. Il 1° settembre gli insegnanti riaprono i registri di classe, riafferrano i gessetti e ricominciano ad assegnare i compiti, mentre i bambini sentono di nuovo il suono della campana dopo tre mesi di vacanza.

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È ormai buona abitudine celebrare la festa del raccolto nei giorni autunnali. La festa del raccolto, che esiste fin dall’antichità in tutti i Paesi produttori di cereali, veniva celebrata solennemente in segno di gratitudine verso il Dio Sole per gli abbondanti doni estivi concessi, come la frutta, le bacche, la verdura, i cereali e il miele. I nostri antenati praticavano il rituale della benedizione della frutta già ai tempi dell’era di Trypillian (che va dalla fine del 6° millennio all’inizio del 3° millennio avanti Cristo).
[in rima]
L’autunno variopinto, l’adorabile autunno
È arrivato tra noi.
L’autunno abbondante, generoso e colorato
Ci ha portato i suoi frutti.
E noi oggi celebriamo
La festa del raccolto,
Cantando tutti in coro.
Ora ci attendono celebrazioni
Prospere e gioiose,
Seguite da giorni opulenti.

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Il 13 dicembre i cristiani ortodossi festeggiano in onore di Sant’Andrea Apostolo, il Primo Chiamato. Al tempo stesso il Giorno di Sant’Andrea è considerato dalla gente comune una grande festa invernale celebrata dai giovani. Secondo un’usanza, per l’occasione le ragazze si mettono a prevedere il futuro. Un aspetto particolare è il tradizionale gioco della kalyta, a cui partecipano sia i ragazzi che le ragazze. Le ragazze si riuniscono per preparare la kalyta, una sorta di grande torta piatta a base di farina bianca. Dopodiché bucano il dolce al centro. L’impasto, arricchito con il miele, viene cotto in forno finché non indurisce. La kalyta viene quindi ricoperta di miele. Di sera tutti i giovani si riuniscono: servendosi di un nastro, appendono la kalyta a una trave del soffitto al centro della casa, per poi cercare di morderla saltando. Il gioco finisce quando finalmente si riesce a staccare la kalyta, che viene poi suddivisa tra i partecipanti.

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[in rima]
Oh, com’è gioioso il nostro inverno,
È il più gioioso in assoluto:
Allegre stelle argentate,
Spirali di fumo azzurro
E terre ricoperte di neve.
Oh, il nostro abete è magnifico,
Quanti addobbi!
Ci siamo riuniti,
Intonando un nuovo canto,
Per accogliere l’Anno Nuovo.

Giugno 2014

La Scuola 63 di Astana, Kazakhstan ha vinto il primo premio internazionale. Vai alla gallery! All'interno della sezione puoi scoprire i vincitori di ogni Paese, le menzioni speciali e guardare tutti i lavori.

Maggio 2014

Sono arrivati i lavori! Vai a scoprire tutti i bellissimi storyboard nella sezione Galleria.

Gennaio 2014

Prende il via l’edizione 2014 del progetto Schoolnet! I ragazzi delle scuole partecipanti di 14 Paesi: Alaska (USA), Algeria, Angola, Australia, Congo, Ghana, Indonesia, Kazakhstan, Mozambico, Norvegia, Pakistan, Timor-Leste, Ucraina, Venezuela sono invitati a raccontarci le loro tradizioni, il loro mondo e la loro cultura.