Benvenuti nel nostro Paese

PGE school 13 group 1

Ucraina

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Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
E non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Per ogni bambino che nasce, Dio manda in terra un Angelo Custode. L’Angelo accompagna il bambino per tutta la vita, allontanandolo e difendendolo da ogni catastrofe. Gli Angeli possono essere buoni o cattivi, ma io sono buono e amo i bambini, perciò sono sempre al loro fianco, ovunque vadano. E oggi vi condurrò lungo i sentieri della loro vita, nella Volinia dagli occhi blu.

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Tutti i bambini hanno una mamma e un papà, che amano i propri figli ancora prima che siano nati. E quando il nuovo nato arriva in casa, la gioia è incontenibile. Ogni bebè avrà solo il meglio: una culla, un materasso di piume con un morbido cuscino e tanti meravigliosi accessori. E ovunque vada, la madre non lo lascerà mai solo. Intrattenersi con il nuovo membro della famiglia è un vero piacere: tutti se ne prendono cura, cantandogli dolci ninne nanne.

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Crescendo, il bimbo diventa buffo e curioso, farfuglia parole oscure e cammina traballante. I genitori di divertono a osservarlo, tendendogli le mani e sostenendolo, in modo che non possa mai cadere. Mentre lo aiutano e lo incoraggiano, sprizzano felicità da tutti i pori. E le cicogne li osservano dai loro nidi, piene di orgoglio, perché sono state loro a portare così tanta gioia in casa.

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Ma per quanto i genitori possano amarli, prima o poi arriva il momento in cui i figli abbandonano la casa natale per esplorare il mondo in lungo e in largo. E la prima strada percorsa da un bimbo ucraino è quella che porta ai giardinetti, insieme agli altri bambini: lì comincia una vita affascinante, piena di novità. Giocare con gli amici è la parte più spassosa: si può costruire un castello di sabbia, oppure giocare a palla, o andare su e giù per le colline. I bambini si divertono a organizzare tanti giochi, certi che ci sia sempre un Angelo a vegliare su di loro.

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Le bambine e i bambini ucraini crescono diligenti e beneducati, rispettando i genitori e tutti gli altri adulti, senza mai trascurare l’esistenza di Dio. Ogni domenica corrono in chiesa a pregare, insieme ai parenti. E poi arriva il momento di andare a scuola per ricevere la Prima Comunione, perché ognuno di loro ricorda bene le parole di Dio: chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Quindi uniscono le mani in preghiera, chiedendo all’Onnipotente di benedirli per le loro buone azioni, concedendo loro un’ottima educazione e una vita felice.

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Quando il figlio compie sei anni, i genitori devono occuparsi di nuove faccende, perché comincia la scuola: occorre comprare quaderni, penne, matite, pennarelli, atlanti e un libretto per i voti, oltre a uno zaino che contenga tutto, mentre ai libri di testo provvede la scuola. E il primo libro, l’abbecedario, resterà impresso nella memoria per tutta la vita. Finalmente è tutto pronto, anche la nuova uniforme scolastica, con i fiocchi bianchi per le femmine e la cravatta per i maschi, che li fa sembrare più grandi. La data sul calendario è il 1° settembre. Le foglie variopinte turbinano in una danza autunnale e i piccoli scolari corrono alla loro prima lezione. E il fragore della campanella segna l’inizio della vita scolastica, come un augurio di felicità!

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Alla fine delle vacanze, il 1° settembre, cominciano le lezioni e le giornate lavorative. Alle 9 del mattino, per cinque giorni alla settimana, gli alunni corrono verso la scuola del loro paese: tutti i bambini e tutte le bambine sono felici di trovarsi lì, perché sanno che ad attenderli in quel tempio della conoscenza ci sono tante cose nuove e interessanti.

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In classe, comodi banchi e sedie di legno accolgono gli alunni. Ciascuno si siede al proprio posto, preparandosi alla lezione. Alla scuola elementare si insegnano molte materie ai bambini: ci sono lezioni di lettura, lingua ucraina, matematica, storia naturale, arte, scienze sociali, musica, ginnastica, educazione sanitaria, informatica e lingue straniere. Ogni materia ha i suoi aspetti interessanti, perché gli insegnanti elementari cercano di tramettere più conoscenze possibili ai bambini, in modo da fornire una base per il futuro. Allora bambini e bambine lavorano sodo per ottenere i voti più alti, ovvero 12, 11, 10, 9 e 8; più raramente prendono 7, 6 o 5, mentre 4, 3, 2 e 1 non sono voti adatti a loro, che studiano con regolarità e rispondono sempre in modo chiaro e preciso quando sono interrogati alla lavagna. Per ogni domanda posta dall’insegnante, sanno sempre fornire la risposta esatta.

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Ma la scuola non è fatta solo per studiare: ci si può anche rilassare e divertire, soprattutto durante le festività. In molti casi, infatti, si festeggia anche a scuola. Quest’anno, ad esempio, in occasione di Sant’Andrea è stata organizzata una festa serale. È stato molto spassoso guardare i bambini mentre mangiavano le torte tradizionali chiamate Kalyta, preparate dalle loro mamme. La Kalyta era deliziosa, piena di miele, semi di papavero e noci. Ma non era facile assaggiarla, perché mentre il signor Kalytynsky distribuiva la Kalyta, il signor Kotsyubynsky dipingeva i volti con i pennelli. Le bambine si sono divertite molto a cantare, ballare, rispondere agli indovinelli e prevedere il futuro, perché sapere cosa ci aspetta nella vita è sempre interessante. E infatti ridiamo tanto durante queste attività, perché per i bambini è un piacere divertirsi.

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Queste ricorrenze non sono le uniche occasioni di allegria. A Capodanno, la creatività e la fantasia di bambini e genitori nelle celebrazioni scolastiche sono ammirevoli. Il clima di festa investe tutto e tutti. Il protagonista di queste festività e l’abete, che viene addobbato con decorazioni in vetro e festoni luccicanti in diversi colori. Dappertutto si appendono ghirlande variopinte intrecciate di lucine. Nonno Gelo fa visita ai bambini, trascinando un enorme sacco pieno di dolci e mandarini, mentre la Fanciulla delle Nevi distribuisce premi a chi vince i giochi. I bambini, travestiti da personaggi delle favole, ballano in cerchio attorno all’abete, celebrando il magico inverno che regala loro questa lieta vacanza. E io allora accenderò le luci dell’abete, per rendere le celebrazioni ancora più solenni. Oh, quanto mi piace stare a scuola con i bambini!

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Con il Capodanno si aprono le festività invernali: seguono il Natale, la vigilia del Capodanno Vecchio (detta “Ricca sera”), il Capodanno Vecchio e il Giorno del Battesimo. Dopo i festeggiamenti di Capodanno, per gli scolari iniziano le due settimane di vacanze invernali. Così hanno tutto il tempo di dedicarsi ai giochi invernali, come le discese sullo slittino, i pupazzi di neve e le gare a palle di neve: il divertimento è assicurato da mattina a sera. Altre volte i bambini vanno in giro con i grandi come cantori di Natale, per celebrare Gesù Cristo davanti a parenti e amici. I bambini ucraini conoscono tanti canti di Natale. Provo gioia nel vederli, li trovo davvero molto bravi.

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E quando arriva la Pasqua, sono raggiante di felicità nel vedere bambini allegri accanto a genitori indaffarati: nei giorni precedenti si affannano così tanto che a volte mi spaventano! La Pasqua ucraina cade di primavera, perciò è un piccolo miracolo riuscire a coltivare gli orti, piantare le patate, seminare granaglie, barbabietole e altri ortaggi. Gli adulti sciamano dappertutto come api operose, aiutati dai bambini, che più di tutto adorano preparare i dolci tradizionali e dipingere le uova di Pasqua. Quando li vedo afferrare i cestini pasquali per farli benedire, provo la loro stessa felicità, perché in quei cestini c’è ogni ben di Dio: prima di tutto ci sono i dolci pasquali, simboli della Resurrezione e del rinnovamento; quindi troviamo affettati, salsicce e lardo, simboli di benessere e prosperità; il rafano, invece, rappresenta la solidità familiare, mentre il sale serve da difesa contro ogni catastrofe; le uova variopinte, infine, simboleggiano la bellezza e la vita. Il cibo viene quindi ricoperto con un canovaccio ricamato. Indossando i loro abiti migliori, a mezzanotte i fedeli si ritrovano in chiesa. I rintocchi delle campane risuonano dappertutto, insieme al tipico scambio di auguri “Cristo è risorto!” e “Alleluia, è risorto!”. Dopo aver salutato tutti, anche io assisto alla funzione da una panca, rendendo omaggio a Dio insieme ai fedeli.

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Ogni bambino ucraino ha una vita autonoma, ma le attività quotidiane sono organizzate secondo schemi precisi. Alle sette in punto, tutti i bambini si svegliano nelle loro stanzette tranquille e ben arredate. Dopo gli esercizi mattutini, rifanno il letto, tolgono il pigiama ancora caldo ed entrano in bagno, dove si danno una lavata e si spazzolano i denti. Quindi fanno colazione, si vestono e vanno a scuola. Nelle loro stanze restano ad attenderli cavalli a dondolo, barchette, palloni, tanti pupazzi e, ovviamente, i computer: lavorare al computer è una delle attività preferite dei bambini. Una volta tornati da scuola all’ora di pranzo, si ritrovano con gli amici per fare tanti giochi interessanti. E io mi rilasso, perché so che nelle loro case i bambini sono al sicuro.

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I bambini di cui vi sto parlando abitano in un villaggio, fatto di casette pulite e ordinate. Ci sono anche cucce e stalle per gli animali domestici. In estate, quando sono in vacanza, i bambini aiutano i genitori nelle fattorie. Alla mattina sentono il richiamo del gallo, che si sveglia insieme al sole. Questo animale da pollaio ama saltare sulle staccionate, da dove lancia il suo grido: Chicchirichì! Chicchirichì! Sembra voglia dire: “Sveglia, gente!”.
Nel villaggio sono tutti inevitabilmente mattinieri, perché, come dice il proverbio, il mattino ha l’oro in bocca. I bambini aiutano a curare i vitelli e danno da mangiare a cani e conigli. Spesso i ricci vanno a farsi dare il latte dai bambini: conoscendo il loro animo gentile, sanno che non corrono alcun rischio. I bambini, entusiasti di queste visite, sussurrano la cantilena: Chi tocca un riccio se ne pente: la sua corazza è troppo pungente!

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Finito il lavoro in fattoria e sfamati gli animali, i bambini si riuniscono per svagarsi un po’. Il loro ritrovo preferito è la Luga: da sempre, sulle sue rive, i bambini crescono fino a diventare adulti. Nelle belle giornate estive bambini e bambine corrono al fiume, dove nuotano e si abbronzano. E quando il sole è troppo caldo, si rifugiano al fresco sotto una tenda parasole. Il divertimento è assicurato, nei giochi come nella vita quotidiana. E io con loro mi sento felice. Crescete, diventate adulti, io sarò sempre al vostro fianco.

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La mia storia volge al termine, ma il tempo trascorso insieme è stato piacevolissimo. Forse in tutti i Paesi ci sono gli Angeli Custodi, ma chissà come vivono gli altri bambini del mondo! Se anche voi siete curiosi di saperlo, io, Denysko, Vasylko, Marynka, Irynka, Oksanka, Ivanko, Khrystynka, Sofiyka, Anastasiyko, Svyatoslavchyk, Andriyko e tutti i nostri compagni vi invitiamo a visitare l’Ucraina, un Paese suggestivo, e a soffermarvi in particolare in un angolo della provincia della Volinia nel distretto di Ivanychi: l’incantevole villaggio di Pereslavychi.
Sarà un piacere ospitarvi! Vi auguriamo tutto il bene possibile! A presto!

Giugno 2014

La Scuola 63 di Astana, Kazakhstan ha vinto il primo premio internazionale. Vai alla gallery! All'interno della sezione puoi scoprire i vincitori di ogni Paese, le menzioni speciali e guardare tutti i lavori.

Maggio 2014

Sono arrivati i lavori! Vai a scoprire tutti i bellissimi storyboard nella sezione Galleria.

Gennaio 2014

Prende il via l’edizione 2014 del progetto Schoolnet! I ragazzi delle scuole partecipanti di 14 Paesi: Alaska (USA), Algeria, Angola, Australia, Congo, Ghana, Indonesia, Kazakhstan, Mozambico, Norvegia, Pakistan, Timor-Leste, Ucraina, Venezuela sono invitati a raccontarci le loro tradizioni, il loro mondo e la loro cultura.